I diritti di Proprietà Intellettuale sono fra gli asset strategici più importanti delle aziende.

Nei momenti di crisi, e la presente pandemia è certo la più pesante e inaspettata delle crisi, ci si focalizza come è ovvio sugli aspetti delle forniture di materie prime, della produzione, della tenuta dei mercati di sbocco, della disponibilità finanziaria, dei crediti in sofferenza e così via.

In mezzo a tante preoccupazioni e urgenze si potrebbe essere tentati di tralasciare proprio i diritti di Proprietà Intellettuale e ciò non sarebbe né saggio né lungimirante. Essi possono aiutare ad uscire dalla crisi e certamente a ripartire più forti alla sua conclusione.

Noi ci crediamo fortemente! E l’elenco che segue vuole essere un promemoria, una check-list di cose da considerare, che offriamo agli imprenditori per tempi del Coronavirus, ed oltre:

  • Definire un piano strategico di gestione e mantenimento in vita dei diritti di proprietà intellettuale nell’arco temporale di almeno un anno.
  • Decidere come allocare il budget di spesa in funzione delle risorse economiche al momento disponibili (spese essenziali e spese prorogabili).
  • Controllare, monitorare e sorvegliare i propri diritti di proprietà intellettuale nei vari Paesi tramite servizi di sorveglianza in particolare sui marchi; in tempi di crisi infatti terzi spesso tentano di registrare marchi identici o simili contando sulla distrazione o sulle ridotte risorse economiche dei titolari.
  • Valutare di estendere la tutela del proprio marchio a nuovi prodotti o servizi che si offrono sul mercato. 
  • Verificare lo stato dell’arte del relativo settore tecnologico e l’esistenza di eventuali brevetti, al fine di assicurarsi di non violare diritti di terzi nel caso si progettasse una riconversione aziendale e qualora si volessero mirare gli investimentidi R&D nelle “giuste” direzioni, tramite un’analisi dei trend evolutivi dei sistemi tecnici.
  • Pianificare eventuali salti tecnologici in avanti rispetto alla concorrenza, ad esempio con attività di innovazione sistematica, di problem solving inventivo o anche “evolvendo” brevetti già presenti sul mercato (ad esempio facendosi supportare con metodiche di lavoro come TRIZ).
  • Monitorare l’attività dei concorrenti tramite indagini di competitive intelligence che forniscono informazioni strategiche utili per conoscere i progetti delle aziende concorrenti e per definire una completa analisi del mercato.
  • Considerare di ottenere una licenza su una determinata tecnologia legata alla pandemia, eventualmente limitata al solo periodo dell’emergenza e a condizioni agevolate.
  • Valutare gli assets immateriali, ai fini dell’accesso al credito o di eventuali cessioni e/o licenze. I diritti di proprietà intellettuale hanno un valore economico, la cui determinazione potrebbe essere utile al fine di reperire liquidità.
  • Monitorare le opportunità di finanza agevolata, ordinaria e straordinaria controllando i bandi di finanziamento e verificandone le modalità, i requisiti e i tempi di accesso. Per le PMI non vanno dimenticati i bandi Marchi + 3 e Design + 4 e per le start up innovative la misura VOUCHER 3I relativa ai brevetti. Per le aziende più strutturate anche gli sgravi fiscali legati al Patent Box potrebbero essere una strada da considerare.
  • Verificare la corrispondenza alla normativa vigente di una qualsiasi forma di vendita on-line attivata nel periodo di emergenza, provvedendo all’eventuale e relativo adeguamento il prima possibile.
  • Analizzare attentamente i contratti in essere aventi ad oggetto diritti di proprietà intellettuale, al fine di eventualmente rinegoziarne i contenuti, alla luce delle mutate condizioni economiche/sociali.
  • Verificare le informative privacy per i dipendenti, collaboratori e visitatori, aggiornando il registro dei trattamenti ed impostando nuove procedure.