… o perlomeno molto dispendioso.

Articolo pubblicato in Bugnion News n.19 (Dicembre 2016)

E’ di questi giorni la notizia dell’esito finale della vicenda della studentessa la cui tesi di laurea nel settore della diagnosi e il trattamento della sclerosi multipla era stata utilizzata per presentare una domanda di brevetto. E fin qui niente di male, se non fosse che la suddetta studentessa era stata esclusa dagli inventori designati.
Scrive La Stampa: “Ha dovuto aspettare undici anni un’ex-studentessa per ottenere la vittoria completa. Quattro docenti universitari le avevano rubato la scoperta brevettandola a loro nome. Dopo undici anni di battaglia legale e due sentenze a suo favore, la Corte dei Conti ha condannato i quattro professori a risarcire l’università per cui studiava la ragazza e lavoravano i professori.” *
La notizia dovrebbe confortare per il risultato ottenuto … giustizia sembra fatta. Se però guardo la vicenda dal lato della studentessa, mi resta l’amaro in bocca per quegli undici anni di attesa e, immagino, di sforzi economici e incertezze. Poi mi volto dall’altra parte e guardo la vicenda dal lato delle controparti ed anche da lì il risultato non mi soddisfa pienamente. Perché?
Perché tutti i soggetti in questione hanno sicuramente perso tempo ed energie nel rincorrere i buoi scappati dal recinto. E vista la loro elevata competenza e l’innegabile utilità o addirittura necessità delle loro ricerche, mi sembra uno spreco davvero inutile.
Come fare quindi a chiudere il recinto in tempo?
Atenei e grandi aziende adottano sempre più frequentemente procedure per individuare con chiarezza gli effettivi autori delle innovazioni frutto delle loro ricerche e relativi regolamenti interni che ne disciplinano preliminarmente i rapporti. La regolamentazione dovrebbe andare di pari passo con la diffusione e la comunicazione non solo delle regole ma anche delle possibilità che la proprietà intellettuale, ed in particolare il sistema brevettuale, offre.
In generale, anche e soprattutto nelle PMI, gli accordi contrattuali preliminari, spesso snobbati, consentono una maggiore e più sicura tutela del proprio patrimonio intangibile frutto degli sforzi della Ricerca & Sviluppo. Tali accordi possono infatti garantire l’individuazione certa di eventuale know-how e la sua tutela tramite accordi di riservatezza, preservare eventuali aspetti brevettabili e, last but not least, gestire preliminarmente eventuali aspetti di titolarità e/o sfruttamento economico.
Se vogliamo usare una frase comune … prevenire è meglio che curare.

*http://www.lastampa.it/2016/11/10/italia/cronache/le-scippano-la-scoperta-condannati-quattro-prof-AeS3oyQv6LyntWU2dUjHOP/pagina.html

© BUGNION S.p.A. – Dicembre 2016