Articolo pubblicato in Bugnion News n.49 (Febbraio 2021) – Ascolta la versione Audio

A dispetto di numerose evidenze contrarie, l’idea che la tutela della proprietà intellettuale nella Repubblica Popolare Cinese sia impossibile rimane ben radicata nelle menti degli italiani e in particolare in quelle di molti dei nostri imprenditori. Va detto che all’origine di questa idea non sta affatto un pregiudizio irragionevole che gli italiani nutrirebbero nei confronti del popolo cinese, ma piuttosto le numerose esperienze negative del passato, dalle quali è nata la cattiva reputazione che il sistema economico e legale cinese si porta dietro ancora oggi.

Fortunatamente, sono sempre più frequenti le buone notizie provenienti dalla Cina, che raccontano di vittorie di aziende straniere su contraffattori cinesi ottenute presso tribunali locali. Infatti, sono ancora moltissimi gli imprenditori cinesi che continuano a imitare dolosamente i prodotti e le idee altrui ma la rapida evoluzione della legislazione e del sistema giudiziario promette di far pendere i piatti della bilancia in favore di coloro che scelgono di proteggere l’innovazione e la creatività in Cina.

A riprova di questo, nelle scorse settimane, l’Alta Corte del Popolo di Shanghai ha emesso una severissima sentenza che condanna definitivamente nove dirigenti di Lepin (marchio del gruppo Shantou Meizhi Model) per contraffazione di diritto d’autore e concorrenza sleale ai danni di Gruppo Lego, per avere illecitamente copiato numerosissimi modelli, comprese le loro confezioni e diverse minifigure della multinazionale danese. In dettaglio, un certo “sig. Li” – da molti identificato con il legale rappresentante di Lepin Li HaiPeng – dovrà scontare sei anni di prigione e pagare una multa di circa 11,5 milioni di euro, mentre per otto suoi complici gli anni di galera vanno dai tre ai quattro e mezzo. Inoltre, Lego avvierà la procedura di recupero degli ingentissimi danni subiti, sulla base di guadagni illeciti stimati in circa 40 milioni di euro.

Basata a Shantou, nel Guangzhou, Lepin ha iniziato a inondare il mercato cinese con prodotti a imitazione di quelli di Lego sin dal 2015 e, negli anni, ha venduto più di quattro milioni di scatole di modelli contraffatti, tra i quali best sellers come Lego Ninjago, Nexo Knights e Legends of Chima.

Per capire il genere di imitazione di cui stiamo parlando, si confrontino le due fotografie sotto riportate che rappresentano il modello originale Lego della Bugatti Chiron e quello copiato da Lepin.

 

A seguito della denuncia di Lego, Lepin ha subito il sequestro di impianti produttivi, magazzini, stampi, manuali e circa 600,000 prodotti finiti. Le operazioni di polizia sono culminate il 23 aprile 2020 con l’arresto di Li HaiPeng e degli altri responsabili della condotta contraffattoria; dopodiché, si sono rapidamente susseguiti il giudizio di primo grado e quello di appello presso la Corte di Shanghai, che ha comminato le condanne di reclusione e risarcimento sopra riportate.

Negli anni scorsi, Lego aveva già riportato diverse vittorie giudiziarie in Cina contro contraffattori cinesi, ma dato l’enorme successo dei suoi giocattoli, la domanda mondiale di mattoncini, originali e non, resta gigantesca e, per debellare la concorrenza truffaldina in Cina, servirà ancora molto impegno e costanza. Basti pensare che, nonostante la batosta subita, la stessa Lepin è rientrata nel mercato dei mattoncini con nuovi marchi come “King” e “Jack”, tra gli altri.

Tuttavia, Lego Group e tutte le aziende innovative straniere possono beneficiare di un deciso cambio di passo attuato dalla Repubblica Popolare per quanto riguarda la difesa dei diritti di proprietà intellettuale. Infatti, in un discorso tenuto lo scorso anno, lo stesso Presidente e Segretario generale del Partito Comunista cinese Xi Jinping ha spiegato che verranno messe in pratica nuove misure per proteggere la creatività industriale, in applicazione del quattordicesimo piano quinquennale. A questo discorso ha fatto eco la Procura Suprema del Popolo cinese che, durante un incontro nazionale tenuto all’inizio dell’anno, ha anticipato che intende istituire un organo di guida per le questioni legate alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale, il quale avrà funzioni penali, civili e amministrative.

Segnaliamo poi che, l’11 novembre 2020, l’Assemblea Popolare Nazionale ha promulgato una nuova versione della Legge sul diritto d’autore, completando così l’ammodernamento dell’intero quadro normativo relativo alla proprietà intellettuale, dopo gli aggiornamenti della Legge brevetti, sempre del 2020 e quelli della Legge sulla concorrenza sleale e della Legge marchi, le quali erano state emendate nel 2019. Insomma, in Cina si sta costruendo una sorta di “grande muraglia” della creatività e dell’innovazione, grazie alla quale le aziende che tutelano le proprie idee, siano esse cinesi o straniere, possono respingere con più efficacia le aggressioni dell’esercito dei contraffattori.

© BUGNION S.p.A. – Febbraio 2021