Autore: Davide Anselmi

Articolo pubblicato in Bugnion News n.28 (Maggio 2018)

E’ ormai sulla bocca di tutti, la recente sentenza della Corte di Appello di Roma con cui viene sancito che i “Tutor” installati da Autostrade per l’Italia SpA violano il brevetto Italiano della CRAFT Srl, una piccola azienda di Greve di Chianti di proprietà del Sig. Romolo Donnini. Ma ora cosa succederà ai “Tutor”?
La domanda è lecita dal momento che i procedimenti legali iniziati nel 2006 sembrano ormai giunti ad un punto fermo ed i “Tutor” sono in uso da anni.
Riassumiamo di seguito la vicenda:

 

Nel corso della controversia si è arrivato a stabilire che il brevetto di CRAFT è dotato dei requisiti di brevettabilità e che i “Tutor” violano tale privativa.

Inizialmente, Autostrade per l’Italia aveva improntato la difesa sul fatto che il proprio sistema di sorveglianza differiva dal brevetto CRAFT per il fatto che utilizzava dei dispositivi elettromagnetici disposti al di sotto del manto stradale per rilevare e distinguere le diverse categorie di veicoli transitanti nel tratto di Autostrada interessato al fine di accertare la velocità media del veicolo per singole categorie (moto, bus, auto, TIR, …).

Tuttavia, tali argomentazioni sono state superate in Appello dal momento che il sistema “Tutor” utilizzava comunque il rilevamento di base della targa delle auto con telecamere ed eseguiva un confronto tra due stazioni successive (i dispositivi elettromagnetici sono “aggiuntivi”).
Pertanto, ad oggi la Corte d’Appello di Roma ha stabilito che i “Tutor” di Autostrade per l’Italia vengano rimossi e che l’Azienda colosso corrisponda, per ogni giorno di mancata ottemperanza all’ordine, una cifra di 500 €.

Oltre a ciò al Sig. Donnini potrà essere corrisposto un risarcimento dei danni e dei mancati guadagni la cui somma dovrà essere stabilita in un successivo procedimento dedicato. A tal riguardo, Autostrade per l’Italia ha annunciato che, in questi anni, non avrebbe beneficiato di alcun vantaggio economico dall’uso dei “Tutor” (le multe vengono pagate alla Polizia di Stato) che avrebbero avuto come unico obiettivo la sicurezza degli Automobilisti. Tuttavia, la questione deve essere approfondita dal momento che l’utilizzo dei Tutor per incrementare la sicurezza stradale sembra abbia consentito al colosso delle strade di poter aumentare i pedaggi secondo un accordo con lo Stato Italiano…. Pertanto, forse qualche guadagno economico c’è stato!

In ogni caso, Autostrade per l’Italia ha pubblicamente annunciato che la decisione della Corte di Appello di Roma verrà impugnata presso la Corte di Cassazione…e quindi non è ancora finita! Di certo c’è che il brevetto di Donnini scadrà nel 2019 esaurendo i 20 anni di esclusiva previsti dalla normativa brevetti.

Fermo restando ciò, ad oggi Autostrade per l’Italia ha scelto di continuare a violare il brevetto sborsando i 500 € al giorno previsti dalla sentenza al fine di continuare a garantire la sicurezza dei propri clienti (la Polizia di Stato ha espresso la propria gratitudine a tal riguardo) in attesa che venga installato un “Tutor” alternativo e innovativo che dovrebbe “bypassare” il brevetto di Donnini! Sarà veramente così? Staremo a vedere…

Nel frattempo i Tutor saranno attivi, pertanto cari automobilisti fate attenzione!

© BUGNION S.p.A. – Maggio 2018


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